Queste tre belle parole messe in fila sono il titolo di un libro uscito di recente e scritto dal Prof. Luca Grecchi, docente di Storia della filosofia all’Università Bicocca. Viene tracciata e argomentata una critica serrata al sistema contemporaneo, che ci vede continuamente in competizione e tesi a raggiungere il miglior risultato. Dentro questo vortice performante la tanto sbandierata inclusione è fra le pratiche relazionali più disattese. Studioso dei temi classici e della filosofia antica, l’autore tematizza la distanza siderale fra cura autentica del disagio, dei deficit e clinica della disabilità. A curare è la relazione, questo è il mantra della psicoterapia psicoanalitica; il libro va oltre e ne fa una questione politica, perché dove si crea comunità e fratellanza è possibile autodeterminarsi, realizzare il proprio unico e insostituibile progetto di vita. E a me torna sempre in mente Basaglia, fra i primi a trattare le diagnosi come questioni esistenziali, ad aprire alla comunità, a trasformare luoghi terribili di reclusione in possibilità nuove di inclusione.

