L’ultimo turno è un film da vedere assolutamente se si lavora nel mondo delle relazioni d’aiuto, non solo come infermieri ma anche come educatori, insegnanti, psicologi. Ma lo consiglio anche ai medici. È un film quasi interamente girato con un piano sequenza che toglie il fiato, facendo immergere dal primo all’ultimo secondo nel turno pomeridiano dell’infermiera Floria. Il racconto del suo giorno di lavoro è resistenza psicologica allo stato puro; svolge la sua mansione ma in realtà colma tutti i vuoti che incontra durante il suo turno in ospedale. Passa dall’assistenza di base alla consulenza psicologica a parenti affranti, incrocia la morte e, tremendamente viva, si ribella al gesto sopraffattorio di uno dei suoi pazienti. Riflettevo su come spesso si creino divisioni assurde fra mansioni di serie A e mansioni di serie B, è un tema molto triste questo che aggiunge ingiustizie in un mondo del lavoro frammentato come non mai. Succede anche nelle professioni d’aiuto; questo film, puro e onesto, rimette i pezzi al loro posto, descrive come si muove chi lavora davvero nel mondo della cura, il resto sono solo chiacchere.

