David Bowie, benessere mentale e bellezza artistica
Quello che stiamo vivendo è il decimo anno senza David Bowie, si susseguono da mesi eventi e libri per ricordarne e celebrarne l’opera artistica ineguagliata.
Il senso psicologico dell’eredità di Bowie
A me preme coglierne il senso, tuttora vivissimo, che ne ha fatto non solo una camaleontica icona pop, quanto un rappresentante altissimo e umanissimo del benessere mentale.
Bowie ha raccontato artisticamente uno dei suoi temi più intimi, ovvero la paura di quella follia che aveva attraversato alcuni membri della sua famiglia d’origine.
Trasformazione, identità e potenza creativa
Nel farlo ha donato sé stesso al divenire di mutevoli stili musicali e continue trasformazioni corporee, in performance semplicemente magiche.
Non ascoltiamolo e guardiamolo per celebrare qualcosa di risolto, ringraziamolo invece per la potenza psicologica che ha saputo lasciarci.
Ansia, disagio esistenziale e possibilità di bellezza
I tempi sono cambiati, questi che stiamo vivendo sono carichi di ansia e disagio esistenziale, chi di noi dunque può ritenersi immune dalle paure che il Duca Bianco è riuscito a trasformare in leggenda artistica?
Dieci anni senza Bowie ed un lascito per l’eternità; creare Bellezza è sempre possibile, in vita e in morte compresa.

